Un tocco di zenzero
Anno: 2003
Durata: 108’
Origine: GRECIA, TURCHIA
Produzione: VILLAGE ROADSHOW PRODUCTIONS HELLAS, SMALLRIDGE LTD., GREEK FILM CENTER, FILMNET, CINEGRAM S.A., DESPINA MOUZAKI - HARRY PADOUVAS, P. PAPAZOGLOU S.A., ANS ULUSLARASI YAPIM, YAYIN VE REKLAMCILIK A.S., MC2 PRODUCTIONS
Regia: Tassos Boulmetis
Trama: Dopo i primi anni di vita trascorsi ad Istanbul, il giovane Fanis è costretto a trasferirsi ad Atene a causa delle tensioni politiche tra Grecia e Turchia. La sua famiglia è di origine greca, il nonno Vassilis, cui il ragazzo è particolarmente legato decide di rimanere nella capitale turca perché proprietario di una piccola bottega per le spezie. Fanis cresce aspettando una visita del nonno - che ha acceso nel suo cuore la passione per l'arte culinaria e l'astronomia - e di Saime, la sua compagna di giochi. Purtroppo l'attesa è vana, così Fanis, sempre più infelice, si dedica in modo ossessivo alla cucina, con grande disappunto della famiglia, delle autorità scolastiche e clericali. Passano gli anni, Fanis è diventato professore di astrofisica e finalmente arriva la notizia che suo nonno sta per arrivare ad Atene. Tuttavia Vassilis non lascerà mai più Istanbul a causa di un ricovero in ospedale. Sarà Fanis a raggiungere l'anziano e al suo capezzale e dopo 35 anni ritroverà i ricordi del passato grazie anche a Saime, l'amica d'infanzia che lui non ha mai dimenticato...
Critica: "'Un tocco di zenzero', attraverso il cibo, parla in realtà di famiglia, d'amore e di politica. Dichiaratamente autobiografico, da una parte mostra delle ingenuità e una certa tendenza al sentimentalismo, dall'altra, però, riesce a mettere a fuoco lucidamente un complicato periodo storico, attraverso le vicende umane dei protagonisti. In più, stiamo parlando di un film super-sovversivo. In un'epoca in cui la famiglia è dipinta come l'asse del male, il regista ci racconta la storia di un uomo che, grazie alla sua famiglia, ha imparato la cosa più importante del mondo: che gli imprevisti nella vita non si possono evitare ma, con un pizzico di zenzero e di ironia, si possono almeno affrontare."
(Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 18 marzo 2005)